Parco Mediceo di Pratolino

Fontane, grotte, statue, straordinari giochi d’acqua capaci di animare un grandioso parco e la sua villa, è  quello che vedono i suoi visitatori dell’epoca, tanto da farne un esempio conosciuto in tutto il mondo. Fatta costruire da Francesco I dei Medici tra il 1568 e il 1581 che incaricò i più grandi artisti e architetti dell’epoca come Buontalenti, Giambologna e Ammannati, la Villa Medicea e il Parco di Pratolino erano un luogo di sogno dove natura e tecnologia si fondevano insieme all’acqua, elemento simbolico protagonista. Fulcro dell’iconografia del Buontalenti è la Fontana dell’Appennino realizzata dal Giambologna e fatta costruire come un edificio a tre piani con vani allestiti a grotte con giochi d’acqua e rivestita con spugne. Proprio di recente la statua è stata liberata dalle impalcature, dopo un restauro che è durato tre anni, un atto dovuto visto l’ambiente particolarmente umido in cui si trova. Dopo la morte di Francesco I e il passaggio ai Lorena iniziò la fase di declino per la grande villa e il suo meraviglioso parco, fino a che Ferdinando III fece trasformare il giardino all’italiana in un giardino all’inglese oltre a far demolire la villa. In seguito, nel 1872 la tenuta venne acquistata dal principe russo Paolo Demidoff  che ricavò la sua dimora dall’antica Paggeria. Oggi il complesso  è di proprietà della Provincia di Firenze  e nel 2013 è entrato a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO insieme alle altre Ville medicee presenti in Toscana.

 

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